L’Università di Bergamo
dedica un libro
al Prof. Erasmo Recami

L’illustre docente di Fisica, di fama internazionale, in patria
è noto soprattutto come biografo ufficiale di Ettore Majorana

di Rino Di Stefano

(RinoDiStefano.com, Lunedì 18 Luglio 2016)

Pubblicazioni di E. Recami: Una selezione – Selected Papers by E. RecamiIn questa occasione non parliamo di un libro qualunque, ma di una pubblicazione che l’Università degli Studi di Bergamo ha voluto dedicare ad uno dei suoi più eminenti docenti, il professor Erasmo Recami, ordinario di Fisica presso il Dipartimento di Ingegneria e Scienze Applicate, oggi in pensione. Stiamo parlando del volume “Pubblicazioni di E. Recami: Una selezione” (Selected papers by E. Recami), pubblicato nel 2015 su iniziativa del Magnifico Rettore della stessa Università, professor Stefano Paleari. Ovviamente, non è un libro per tutti. Nelle sue 477 pagine, buona parte delle quali in inglese, si trova solo una sintesi delle migliaia di pubblicazioni che il professor Recami ha scritto, e continua a scrivere, nel corso della sua carriera. Dal momento che il professor Recami è uno scienziato di fama internazionale, il suo nome è ben conosciuto dagli addetti ai lavori. Basti pensare alle sue ricerche sulla relatività speciale (e la sua estensione alle antiparticelle e ai moti super-luminali), sulla meccanica quantistica, sulla storia della fisica, sulla matematica applicata, sulla fisica delle particelle elementari, sulla fisica nucleare, sulle relazioni tra micro e macro-universi e sulla relatività generale. Inoltre, essendo stato docente di molte discipline attinenti alla fisica, ha insegnato per dieci anni all’Unicamp, Stato di San Paolo del Brasile, e ha svolto ricerca scientifica anche ad Austin, Texas; Kiev, Ucraina; Oxford, Gran Bretagna; Copenaghen, Danimarca; Breslava, Polonia; ITP della California University a Santa Barbara.
Eppure, nonostante questo suo impressionante curriculum scientifico, il professor Recami in patria è noto soprattutto per essere il biografo dello scienziato scomparso più famoso d’Italia: Ettore Majorana. Nessuno, meglio di lui, è stato in grado di raccogliere notizie, documenti e testimonianze su quel grande fisico che una notte del marzo 1938, per ragioni che ci sono ancora oscure, decise di scomparire per sempre. La biografia di colui che Enrico Fermi paragonò a Newton e Galileo, è raccolta nel libro “Il caso Majorana” che dal 1986 costituisce il testo base per comprendere la vita, il carattere e le motivazioni dello scienziato siciliano. Del resto, non è un caso se il libro che l’Università di Bergamo ha voluto dedicare al professor Recami e al suo lavoro, si apre con l’articolo “Sciascia e Majorana – Il problema della responsabilità dello scienziato”. Non dimentichiamo, infatti, che lo scrittore agrigentino ha tenuto una fitta corrispondenza con il professor Recami, scambiando con lui pareri e impressioni sulla scomparsa di Majorana. A questo proposito, come si legge nel testo: “Sciascia arriva ad attribuire ad Ettore anche qualità, interessi e decisioni che probabilmente non rappresentano la realtà, ma fanno assurgere la vicenda Majorana a emblema del comportamento dello scienziato ‘buono’ di fronte ai problemi posti dal progresso scientifico”. In altre parole, “quale esempio dello scienziato che, di fronte al pericolo che le proprie scoperte possano essere usate a fin di male dal potere economico e politico, rinuncia a renderle note, e si ritira nell’ombra”.
Ma il libro contiene mille altre curiosità, tutte degne di nota. Per esempio, Il Prof. Erasmo Recamisi trova un articolo dal curioso titolo “Bruciare petrolio? Uno spreco”, con sommario: “E’ come usare nel camino mobili del ‘600”, nel quale Recami spiega che si dovrebbero usare gli idrocarburi per produzioni chimiche con alto valore aggiunto. L’ideale, aggiunge, è che si prendesse l’esempio del Brasile, che per i trasporti usa alcol derivato da biomasse agricole.
Interessante anche il pezzo: “Einstein: le sue proposte per il rinnovamento dell’educazione (e delle scienze)”. Recami, illustrando l’attività di colui che scoprì la relatività, fa notare che Einstein ha ricordato che fare scienza non vuol dire redigere un catalogo di fatti, bensì capirli. Insomma, superare il nozionismo della scienza per comprenderla intimamente in tutti i suoi aspetti.
Curioso anche l’articolo “Più veloci della luce?”, nel quale il professor Recami sottolinea che uno dei primi scienziati a nominare particelle “più veloci dei raggi del sole” è stato probabilmente Lucrezio nel suo “De Rerum Natura” del 50 a.C. circa. Non solo. Fa pensare che nel 1917 il fisico statunitense: “R.C. Tolman credette di aver dimostrato in un suo ‘paradosso’ che l’esistenza di particelle con velocità maggiori di C avrebbe permesso l’invio di informazioni nel passato”. Un po’ come dire che al contenuto prettamente scientifico si aggiungono notizie e curiosità che rendono gli scritti del professor Recami godibili da chiunque.
Dai tachioni si passa poi al monopolo  magnetico, alle Superluminali e così via. Nel complesso, un’opera memorabile che resterà come esempio di una vita dedicata alla scienza e alla ricerca, come quella del professor Erasmo Recami.

“Pubblicazioni di E. Recami: Una selezione – Selected Papers by E. Recami”, Università degli Studi di Bergamo (Dipartimento di Ingegneria e Scienze Applicate), 2015, pp. 477.

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