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DOSSIER RATTI

Le riflessioni scientifiche del compianto Dr. Sergio P. Ratti, professore emerito di Fisica sperimentale presso l’Università di Pavia, sulla nuova fisica e sulla tecnologia che Rolando Pelizza attribuiva allo scienziato scomparso Ettore Majorana

(RinoDiStefano.com, Pubblicato Giovedì 26 Giugno 2025)

Il Prof. Sergio P. Ratti

Quelli che seguono sono gli studi che il professor Ratti ritenne di fare per cercare di spiegare scientificamente, e sperimentalmente, la tecnologia di cui parlava Rolando Pelizza. Per la prima volta, un docente universitario e scienziato di chiara fama internazionale, affrontava un argomento che per molti suoi colleghi era semplicemente un tabù. Deve essere chiaro che Ratti non giunse mai ad alcuna conclusione. Come era solito dire, prima voleva provare e collaudare la macchina di cui parlava l’imprenditore bresciano, poi si sarebbe espresso. Il professor Ratti non ha mai sposato a priori le tesi di Pelizza. Tuttavia, dal momento che c’era abbastanza materiale per porsi domande di un certo peso, voleva comprendere fino a che punto ci si poteva spingere per dare una spiegazione a ciò che Pelizza affermava di poter fare. E fu l’unico a farlo.
Come mi spiegò nel suo studio all’Università di Pavia, aveva fatto un giro di telefonate a suoi diversi colleghi per spiegare la situazione. E fu uno di loro, che lavorava presso l’Università di Harvard, che gli fornì uno stimolo ad andare avanti e a verificare in via sperimentale le affermazioni del bresciano. È per questo motivo che Ratti chiese ufficialmente all’Università di Pavia la possibilità di affittare la sala laboratorio a suo tempo allestita per il professor Rubbia, prima della sua partenza per la Svizzera. Ma non gli venne mai concessa e non riuscì nemmeno a proseguire con i suoi esperimenti perché nel settembre del 2020 un attacco cardiaco ne stroncò l’esistenza.
Se oggi questi suoi studi vengono proposti su questo sito, è perché i suoi eredi, e cioè i figli Dr. Michele Ratti e Ing. Alessandro Ratti, mi hanno concesso l’opportunità di pubblicare gli studi in modo che qualunque studioso possa esaminarli liberamente. Questa pubblicazione vuole dunque essere un omaggio alla memoria del Prof. Ratti, ma anche un monito per certi suoi colleghi che affrontano temi controversi con un’impostazione dogmatica che non ammette nessun cambiamento rispetto allo status quo della scienza. Non credo ci possa essere nulla di più significativo, rispetto al progresso scientifico, dell’apertura mentale del Prof. Ratti. Citando un detto di Confucio che appare più volte nei suoi lavori, “La scienza si può definire scienza quando è in grado di distinguere ciò che crediamo da ciò che sappiamo”. Parafrasando queste parole, ciò che crediamo oggi non è detto che corrisponderà a ciò che sapremo domani. Anzi, potremmo anche scoprire orizzonti del tutto diversi se in un prossimo futuro elementi scientifici rivoluzionari entrassero nell’ambito delle nostre conoscenze. La scienza non è una materia statica e immobile. Quando negli Anni Trenta una serie di scienziati rivoluzionò il sapere del tempo avviando il mondo verso un pericoloso futuro nucleare, tutto quello che si fece è prendere atto di ciò che era accaduto. Adesso, dopo quasi un secolo, molti ritengono che la scienza non possa cambiare rispetto a ciò che sappiamo oggi. Ma non è così, a prescindere dal tipo di scoperte che si potrebbero fare.  Per cui, di fatto, siamo noi che dobbiamo cambiare la nostra mentalità rispetto ad un futuro di cui ci sfuggono i contorni. Anche perché, qualunque sorpresa ci riservi il mondo scientifico, siamo noi che dovremo gestirla. E non viceversa.
Ma vediamo chi era il Prof. Sergio P. Ratti. Quello che segue è il ricordo pubblicato dall’INFN in occasione della sua morte.

RDS


IN RICORDO DI SERGIO RATTI

17 Settembre 2020Comunicato stampa dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare

Il 10 settembre 2020 è scomparso a Pavia il prof. Sergio Peppino Ratti, fisico sperimentale, già membro del Dipartimento di Fisica Nucleare e Teorica e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, per cui è stato Direttore della sezione di Pavia, e professore emerito dell’Università di Pavia.
Sergio Ratti era nato a Garlate (Lecco) nel 1934. Laureato in Fisica nel 1957 all’Università di Milano, è stato professore incaricato (1958-1959) e professore associato (1960-1972) presso l’Università di Milano, poi dal 1972 professore ordinario di Fisica Sperimentale presso l’Università di Pavia dove ha insegnato fino al 2006. Ha trascorso diversi periodi negli Stati Uniti, in particolare presso la Northwestern University a Evanston, è stato permanent visiting scientist al CERN e al FERMILAB. La sua attività di ricerca, iniziata negli anni ’50 assieme a Marcello Conversi e a Carlo Rubbia, ha riguardato la fisica delle particelle elementari e in particolare la fisica del muone, le interazioni deboli, il decadimento delle risonanze dei pioni; la dinamica multi-particle, i primi esperimenti sui jets; le oscillazioni neutroni-antineutroni presso il reattore Triga Mark II a Pavia; la produzione e le proprietà di decadimento con misure dei tempi di vita dei mesoni charmati e dei barioni, in particolare il neutrone primordiale; l’interpretazione della produzione di multi-particelle in termini di multi-frattali.
Dal 1994 è stato coinvolto nello sviluppo del rivelatore Compact Muon Solenoid (CMS) del CERN. La sua ricerca ha riguardato anche aspetti applicativi e di interesse sociale, ad esempio lo sviluppo dei Resistive Plate Counters (RPC) per la Positron Emitting Tomography (PET) e l’applicazione dei multi-frattali alla dinamica dell’inquinamento ambientale da diossina dopo il disastro di Seveso (1976).
Ha avuto diversi ruoli di rilievo in enti nazionali e internazionali in particolare presso il Ministero dell’Università e della Ricerca come membro del CUN dal 1999. Fondatore del Dottorato di Ricerca in Fisica e fra i fondatori del dottorato in Italia (1981), è stato convinto e tenace sostenitore della formazione a livello dottorale come motore della ricerca avanzata e dello sviluppo scientifico e di innovazione del Paese.


Ed ecco gli studi effettuati dal Prof. Ratti sulla tecnologia che Rolando Pelizza diceva di poter utilizzare a suo piacimento. Ci tengo a precisare che per poter capire queste pagine occorre avere precise cognizioni tecnico-scientifiche. Non sono per tutti.

RDS

PDF IconGeneratore Energia per separazione coppie virtuali (2009) [PDF – 10,7 MB]

PDF IconEstrarre Positroni dal Vuoto (2009) [PDF – 8,28 MB]

PDF IconFondamenti teorici e analisi qualitativi e quantitativi [PDF – 804 KB]

PDF IconGeneratore Energia a trasporto positronico (2009) [PDF – 2,81 MB]

PDF IconNotes on positrons extraction from the quantum vacuum (in inglese, 2010) [PDF – 4,35 MB]

PDF IconPolveri e Cubi [PDF – 351 KB]

PDF IconProduzioni ioni metallici senza intervento antimateria (2007) [PDF – 317 KB]

 

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