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Orrore, sangue e violenza
per l’impiccata della Vicaria

La storia di Giuditta Guastamacchia nel nuovo saggio di Annamaria Ghedina

di Rino Di Stefano

(RinoDiStefano.com, Domenica 26 Ottobre 2014)

L'impiccata della VicariaSe qualcuno pensa che certi film dell’orrore dipingano situazioni truci con toni fin troppo accentuati, non ha la più pallida idea di che cosa possa realmente accadere nella realtà. Il male, nel mondo di tutti i giorni, può davvero giungere a livelli di aberrazione incredibili. E lo prova quest’ultimo libro della giornalista-scrittrice Annamaria Ghedina, acuta osservatrice della Napoli di ieri e di oggi. Il titolo del volume, pubblicato per i tipi di Adriano Gallina Editore, è “L’impiccata della Vicaria – La sanguinaria storia di Giuditta Guastamacchia”. Pochi, se non quasi nessuno, conoscono la vita di questa donna del popolo, fuori dai confini napoletani. Eppure si tratta di una vicenda che, conclusa con una sentenza a morte il 16 aprile 1800, all’epoca fece molto rumore per la particolare efferatezza con cui venne svolto il crimine del quale la donna venne ritenuta colpevole, insieme ai suoi complici. E cioè l’omicidio del giovane marito di lei, l’averne fatto a pezzi il cadavere e poi cercato di nasconderne i pezzi.
A salire sul patibolo, e a morire per impiccagione, furono infatti la stessa Giuditta, suo padre, un chirurgo, il sicario e un barbiere. L’amante di Giuditta, che materialmente non partecipò alla mattanza, venne risparmiato dal boia, ma finì i suoi giorni nel carcere dell’isola di Favignana. Com’era consuetudine, testa e mani dei condannati vennero amputati dopo l’esecuzione e quindi appesi alle mura del Tribunale della Vicaria. Non starò a descrivere i particolari della storia, perché è bene che il lettore scopra da sé come e dove si sono svolti i fatti. Posso solo anticipare che il volume, per complessive 95 pagine, si divide in cinque parti. Senza mai dimenticare che stiamo parlando di una storia assolutamente vera, come del resto tutti i racconti di Annamaria Ghedina, possiamo dire che l’esordio del libro riguarda la Storia Esoterica, e cioè la testimonianza di un avvocato al quale sarebbe toccata la spiacevole sorte di incontrare i fantasmi del padre e del marito di Giuditta. Lei stessa, la sanguinaria, a Napoli è chiamata “il fantasma degli avvocati” in quanto, ancora oggi, è una “presenza inquietante e misteriosa per le sue frequenti apparizioni nel Tribunale di Napoli”.
Dopo la Storia Esoterica, è la volta della Storia Reale, testimoniata da documenti veri (gli atti processuali) che comprovano l’efferatezza del crimine compiuto.
Si passa quindi alla Storia-Cronaca, nella quale il lettore si immerge nell’atmosfera del tempo, inserendo la vicenda in un preciso contesto storico-politico.
Arriviamo, poi, alle Notizie sui crani della Vicaria. Infatti, Annamaria Ghedina ci informa che il 21 settembre del 1869 i crani dei giustiziati, tra i quali c’era quello di Giuditta, vennero donati al professor Gennaro Barbarisi, direttore del Gabinetto di Anatomia Umana. Oggi quegli stessi crani sono conservati nel Museo di Anatomia di Napoli, considerato il primo del genere in Europa. Adesso, assicura l’autrice, grazie alle nuove tecniche di ricostruzione fisiognomica, si cercherà di ricostruire quello che era il vero volto di Giuditta. Secondo le testimonianze dell’epoca, pare che avesse un viso d’angelo con un animo demoniaco. Ma qui si sconfina nella leggenda…
Come sempre, l’autrice non dimentica mai di essere una giornalista. Per cui conclude il suo documentatissimo saggio con una panoramica del luoghi menzionati, affinché il lettore possa visualizzare i posti dove si è svolta la storia.
Per la precisione e la descrizione di questo cruento spaccato napoletano, il libro è decisamente da leggere. Inoltre, il modo con cui Annamaria Ghedina conduce il suo lettore all’apprendimento dei fatti, non è freddo e distaccato. Anzi, chi legge si ritrova talmente coinvolto nel racconto che, alla fine, arriva a credere che quei fantasmi esistano sul serio. Del resto, Annamaria Ghedina quelle presenze le avverte davvero e, sostiene, non ne ha affatto paura.

“L’impiccata della Vicaria” di Annamaria Ghedina, Adriano Gallina Editore, 2014, pp. 95, ISBN 9788895142111, €13,00.  

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