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Il Principe di San Severo
chiede verità e giustizia
a un giornalista napoletano

Spiritismo e coincidenze paranormali in un libro della scrittrice Annamaria Ghedina

di Rino Di Stefano

(RinoDiStefano.com, Domenica 26 Ottobre 2014)

Il ritorno del Principe di SanseveroAnnamaria Ghedina, amica e collega, a Napoli è nota come “giornalista dell’impalpabile” per “la sua propensione ad investigare e catturare presenze e fantasmi e narrarne le vicende”. Ci siamo conosciuti diversi anni fa, per lavoro, lei come vicedirettore vicario del mensile “Lo Strillo” (molto diffuso in Campania), e io come capo servizio del quotidiano nazionale “Il Giornale”. Ben presto abbiamo capito che, oltre alla professione, ci univa anche l’interesse per gli argomenti curiosi e misteriosi. Io li cercavo nella cronaca e nella vita di tutti i giorni, lei li scovava nella dimensione spiritica e paranormale di cui Napoli, sua città d’adozione fin dagli anni Settanta, è quanto mai ricca. Annamaria, infatti, è milanese. Ma a Napoli è rimasta, e vive, affascinata dalla storia intricata e sfaccettata che questa metropoli del Sud vanta da secoli. Non per nulla, nel corso degli anni Annamaria ha pubblicato “Fantasmi a Napoli” (sette edizioni), “Quando il Re scendeva da Brandi a Chiaia a farsi una pizza”, “Da Gregorio a Berlusconi”, “Dizionario dei Fantasmi dalla A alla Z”, “L’impiccata della Vicaria”, tutti con Adriano Gallina Editore.
Il libro del quale sto presentando la recensione, è una combinazione di coincidenze tra la sua e la mia attività. Infatti, con Annamaria non ci sentivamo dal 2007 e nessuno dei due sapeva che cosa stava scrivendo, o aveva pubblicato l’altro. Quest’estate, ed esattamente nel settembre del 2014, io ho pubblicato il romanzo “Il Ritorno del Principe”, un racconto che prende spunto da una mia esperienza napoletana del 1977 sulla storia di Raimondo de Sangro, Principe di San Severo
 (esternata in un articolo che pubblicai in quello stesso anno sul “Corriere Mercantile”, quotidiano genovese per il quale all’epoca lavoravo), e continuata poi con un secondo articolo, che scrissi come inviato nel 1996 per ”Il Giornale” sullo stesso argomento. La trama del libro, ovviamente, è frutto di fantasia, ma il riferimento è di carattere storico.
Ebbene, anche Annamaria si è occupata per anni del Principe di San Severo (direi, anzi, che ne è un’esperta) e nell’ottobre del 2010 ha pubblicato un libro di racconti (tratti dalla realtà) intitolato “Il ritorno del Principe di Sansevero e altre strane storie paranormali neapolitane”. Quando io, dovendo decidere che titolo dare al mio libro, feci ricerche su Internet per “Il ritorno del Principe”, trovai soltanto un saggio di politica che riportava quel titolo. In quel caso, però, il Principe era quello di Macchiavelli. Per cui adottai lo stesso titolo, essendo il mio un romanzo. Il libro di Annamaria, invece, probabilmente a causa della diffusione locale, non era presente on line con quella voce. Così, quando alcune settimane fa la contattai per chiederle un parere sul mio romanzo, venni a scoprire che anche lei aveva scritto qualcosa a riguardo e, in particolare, riportando la storia vera di un giornalista napoletano che sostiene di essere stato contattato dallo spirito del Principe di San Severo, affinché la sua figura storica venisse riabilitata. Mi rendo conto che il titolo e la vicenda del giornalista siano due coincidenze davvero incredibili tra i due libri, ma è così che sono andate realmente le cose. I volumi, ovviamente, sono due lavori letterari molto diversi, sia come forma che come contenuti, ma la coincidenza resta.
Il racconto di Domenico “Mimì” De Simone, il cronista napoletano la cui esperienza paranormale fornisce il titolo al libro di Annamaria Ghedina, non è l’unico presente nel libro. Per la precisione ce ne sono altri sei, tutti relativi ad episodi veri e di temi diversi di cui Annamaria è venuta a conoscenza. Uno di questi racconti (“Don Salvatore”) è di Antonio D’Addio. In tutto, sono 77 pagine suggestive e molto interessanti, che forniscono un quadro quanto mai inquietante del mondo spiritico napoletano.
Ma vediamo, soprattutto, che cosa avvenne a De Simone. E come mai la sua vita ad un certo punto ha intersecato la storia del Principe di San Severo.
A quanto pare, un bel giorno davanti a De Simone, capo redattore di un quotidiano del Sud, si presentò una ragazza che sosteneva di avere le prove che le “macchine anatomiche” presenti nella Cappella gentilizia di San Severo, a Napoli, non erano costituite dai corpi di due servitori, come si è sempre creduto, bensì si trattava di due ricostruzioni artificiali realizzate con “fil di ferro e plastica”, anche se entrambe le cose erano sconosciute all’epoca. De Simone non spiega come mai la direzione del giornale permise a quella ragazza di scrivere il suo articolo, visto che non portò alcuna prova di quanto sosteneva, ma venne pubblicato lo stesso. Soltanto dopo, quando seguirono delle polemiche, egli chiese conto alla ragazza di quanto aveva scritto e pretese di vedere quelle famose prove. Con sua grande sorpresa, la ragazza rispose che glielo aveva detto lo spirito del Principe, che lei affettuosamente chiamava Raimondo. Non voglio aggiungere di più, perché toglierei il gusto della lettura. Dico soltanto che De Simone si lasciò trascinare in alcune sedute spiritiche, dove fece esperienze davvero impressionanti e, soprattutto, entrò in contatto col Principe. Chi vuole approfondire l’argomento, può richiedere il libro a agallinaeditore@libero.it. Se non si è troppo impressionabili, ne vale davvero la pena.

“Il ritorno del Principe di Sansevero e altre strane storie paranormali neapolitane” di Annamaria Ghedina (con un intervento di Antonio D’Addio), Adriano Gallina Editore (Napoli 2010), pp. 77, ISBN 9788895142128, €10,00.

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