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L’Aeronautica ammette:
“I dischi volanti esistono”

Nel libro “UFO – I dossier italiani” dei giornalisti
Lao Petrilli e Vincenzo Sinapi (Mursia Editore)
le rivelazioni nascoste negli archivi delle forze armate
dal 1972 ad oggi

di Rino Di Stefano

(RinoDiStefano.com, Martedì 22 Aprile 2014)

UFO – I dossier italianiChi pensava che i dischi volanti fossero un argomento da barzelletta, o il frutto di qualche mente malata che vede “gli asini volare”, adesso dovrà ricredersi per forza. A dare uno scossone ai pregiudizi sull’esistenza degli Oggetti volanti non identificati (OVNI), più conosciuti con il termine anglofono di UFO (Unidentified Flying Object), sono stati due giornalisti italiani, Lao Petrilli e Vincenzo Sinapi, che sono riusciti a farsi aprire le porte degli archivi dell’Aeronautica Militare Italiana. In quei palazzi, nascosti negli armadi dei casi riservati, si nascondevano le notizie e le testimonianze relative a centinaia di avvistamenti ufologici dei quali ben poco, o nulla, prima si sapeva. A onor del vero, non è la prima volta che le Forze Armate rilasciano questo tipo di notizie. In passato è già capitato che, centellinando parola per parola, qualcosa è stato comunicato agli studiosi che si occupano di ufologia. Non era però mai successo prima che tanto materiale venisse messo a disposizione in una sola volta. Nasce così il documentatissimo libro “UFO – I dossier italiani”, pubblicato in questi giorni da Mursia Editore. Petrilli e Sinapi, cronisti di professione e attenti osservatori della realtà, non hanno lasciato nulla al caso e, soprattutto, non si sono lasciati andare a commenti e apprezzamenti sul materiale ottenuto. “Che esistano oppure no – questa è l’unica valutazione che si sono concessi nell’introduzione del loro libro – una cosa è certa: dei ‘dischi volanti’ si è sempre occupata l’Aeronautica Militare. In Italia, come nel resto del mondo”.
Da questo assioma parte dunque la loro inchiesta che rivela un intero mondo di episodi grandi e piccoli, di ogni tipo, che hanno al centro gli incontri di involontari testimoni con oggetti volanti dei quali si ignora tutto: chi sono, da dove vengono, chi li manovra, quale tecnologia li fa volare, perché da sempre si muovono nei cieli di tutto il mondo. Come giustamente Petrilli e Sinapi fanno osservare, oggetti volanti che sorvolano lo spazio di uno stato sovrano senza alcuna autorizzazione, possono comunque costituire un pericolo. Ed è dunque giusto e comprensibile che sia l’Aeronautica a indagare su questi fenomeni. La differenza rispetto a qualche anno fa, è che prima l’esistenza di questi oggetti veniva ridicolizzata e messa in discussione. Oggi, invece, non potendo più negare l’evidenza di UFO che sempre più spesso volteggiano sulle nostre teste, l’Aeronautica Militare Italiana si è decisa ad ammettere che da anni studia e archivia una miriade di casi ritenuti assolutamente attendibili. C’è veramente di tutto nel libro dei due giornalisti: si parla degli UFO che sorvolano le basi militari, delle testimonianze dirette dei piloti che hanno vissuto l’avventura di incontrare un UFO, delle intercettazioni dei caccia dell’Aeronautica, degli incontri ravvicinati, degli UFO e delle forze dell’ordine, e così via. Subito dopo si passa anche ad episodi specifici e c’è solo l’imbarazzo della scelta per riflettere sul fatto che da tanti anni gli UFO fanno parte davvero della nostra vita. Per esempio, il famoso caso Zanfretta (il metronotte che raccontò di essere stato rapito da alieni nei pressi di Torriglia, sulle alture dell’Appennino genovese) è presente negli archivi dell’Aeronautica Militare come segnalazione n. 41 del dicembre 1978.
Il lettore può davvero sbizzarrirsi nel prendere visione di tutti gli eventi raccontati nel libro. Tanto per fare un esempio concreto, è significativo quanto accadde il 30 novembre 1973 all’aeroporto di Torino Caselle. Secondo quanto risulta dal rapporto che il Comando Carabinieri inviò allo Stato Maggiore dell’Aeronautica e al 2° Reparto SIOS (il Servizio Segreto dell’Aeronautica), verso le 19 presso l’aeroporto “Città di Torino”, R.M., pilota ventottenne alla guida di un Piper, avvistò a 400 metri dal suolo un mezzo luminescente, non identificato, che viaggiava in direzione Genova alla velocità di 900 km/h. Il giovane inseguì l’UFO fino a portarsi a circa 3500 metri da esso, ma subito dopo il disco volante accelerò e se ne perse traccia. Ebbene, quello stesso UFO fu visto dai piloti di due aerei di linea: un DC9 proveniente da Parigi (volo AZ 325) e un altro DC9 diretto a Roma (volo AZ 043). Non solo: il Centro radar di Mortara (CRC/P) registrò tutto l’avvenimento, confermando l’esatta cronologia degli eventi.
Insomma, chi vuole avvicinarsi a questo argomento con la sola pretesa di saperne di più, esaminando il reale svolgersi degli avvenimenti narrati, non può perdersi questo libro. Anche i più scettici, e cioè coloro che per principio non intendono credere ai dischi volanti, dovranno prendere atto che nei nostri cieli c’è davvero un mistero che attende da troppo tempo di essere svelato.

“UFO – I dossier italiani” di Lao Petrilli e Vincenzo Sinapi, Mursia Editore, 2014, pp. 329, ISBN 9788842553885, €18,00.

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