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DAL NOSTRO LETTORE SPECIALE

Quando le radiazioni «buone»
possono diventare «cattive»

di Rino Di Stefano

(Il Giornale, Sabato 20 Giugno 2009)

Radiazioni – Conoscere per controllarleLo sapevate che, quando vi sottoponete ad un qualunque esame radiologico, correte il rischio di sviluppare un tumore a causa delle radiazioni assorbite? Il rischio è proporzionale alla quantità di raggi assimilati dal corpo, e comunque viene definito “calcolato” in quanto i benefici che ottenete dal risultato degli esami ottenuti sono superiori al rischio stesso. Un po’ come dire che una Tac può anche essere pericolosa, ma ciò che vi svela vi aiuta a farvi sentire meglio. E lo sapevate, inoltre, che il radon, gas radioattivo naturale, incolore, estremamente volatile, presente nelle rocce, nei terreni e nei materiali da costruzione, è la seconda causa di insorgenza di tumori polmonari? Stiamo parlando, per intenderci, di quel gas la cui alta concentrazione aveva fatto pensare ad un ricercatore dell’Aquila, che da lì a poco sarebbe avvenuto un forte terremoto. Cosa che poi, in effetti, avvenne. Ebbene, anche se non avete mai fumato una sigaretta in vita vostra, se per caso vi trovate a inspirare un po’ di radon, correte il rischio assai concreto di sviluppare un tumore ai polmoni. Anche perché il radon è considerato dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, tra le sostanze cancerogene di gruppo 1, ossia a più alta cancerogenicità.
Queste due non belle notizie si possono trovare nel libro “Radiazioni – Conoscere per controllarle” di Giuseppe Scielzo e Filippo Grillo Ruggieri, pubblicato proprio in questi giorni dalla Erga Edizioni. E’ bene specificare subito che questo volume non  nasce con l’intenzione di allarmare nessuno. E’ vero, caso mai, il contrario. Infatti, come si può leggere già dalla copertina, nel suo interno si parla di salute, benessere e prevenzione. Vi si possono dunque trovare informazioni estremamente utili su Mammografia, Tac, Risonanza Magnetica, PET, Acceleratori Lineari, Tomoterapia, Suoni, Rumore, Ultrasuoni, Radiofrequenze e Microonde, Laser, Ultravioletti e Radon. Ognuno di questi argomenti richiede una maggiore conoscenza da parte di chi si deve sottoporre a qualche test particolare. Non è vero che molti degli esami più diffusi siano perfettamente innocui. E’ vero invece che è necessario affrontare determinati tipi di analisi cliniche ben sapendo quali sono i rischi cui si va incontro. Ad esempio, sarebbe veramente stupido sottoporsi ad una Tac che non serve. E Giuseppe Scielzo, fisico chimico di lunga esperienza specializzato nell’impiego avanzato delle radiazioni ionizzanti e non ionizzanti, e Filippo Grillo Ruggieri, medico radioterapista i cui interessi riguardano gli aspetti medici e clinici connessi all’impiego delle radiazioni, ce lo spiegano con molta attenzione.
Il libro è ampio, realizzato con una grafica luminosa e parla praticamente di tutti i più comuni esami clinici di tipo radiologico. Prendiamo, ad esempio, la mammografia, uno dei test più diffusi e più utili per prevenire pericolose forme tumorali nelle donne. “In una paziente affetta da neoplasia mammaria in stato iniziale – si legge nel libro – sottoposta a chirurgia conservativa (quadrantectomia) e a radioterapia postoperatoria precauzionale, con alte probabilità di essere libera da malattia a distanza di 5 e 10 anni dalle cure, il rischio di vedere comparire un secondo tumore radio indotto nella mammella contro laterale o in altra sede, non deve essere trascurato e occorre porre in atto eventuali provvedimenti che riducano tale rischio”.
Per la cronaca, tale rischio va dall’1 al 3 per cento. Non solo. C’è anche la possibilità che, in conseguenza di un’esposizione radiologica avvenuta in età pediatrica, i tumori si trasmettano nelle generazioni successive. Tanto è vero che gli autori sostengono che la misura precauzionale più semplice è quella di schermare, quando possibile, testicoli e ovaie.
Ma la radiologia è soltanto uno degli aspetti che, in qualità di utenti, ci interessa da un punto di vista clinico. Abbastanza più sicure, anche se soggette a diversi tipi d’incidente, sono le apparecchiature a campo magnetico. Un capitolo a parte merita invece il discorso laser. Anche in questo caso le applicazioni benefiche sono molteplici e, spesso, fanno miracoli. Tuttavia, avvertono gli autori,  non bisogna mai sottovalutare “la capacità potenziale dei sistemi laser di procurare danni biologici agli utilizzatori ed ai fruitori”. Messa in altri termini, i laser possono fare grandi cose, ma è assolutamente necessaria “la definizione del livello di conoscenza professionale specifica del personale destinato ad utilizzare direttamente o indirettamente le apparecchiature laser”. Un po’ come dire che bisogna sapere in che mani ci mettiamo, se non vogliamo amare sorprese.
Un ultimo avvertimento sui raggi ultravioletti, soprattutto in questa stagione pre-estiva. Esiste infatti una “significativa associazione tra rischio di melanoma e raggi ultra violetti emessi dalle lampade abbronzanti”.  Gli autori arrivano a dire che “l’utilizzo da parte di minori di lampade UV dovrebbe essere proscritto”. Chi vuole abbronzarsi lo può fare stando al sole, ma tenendo sempre presente che “l’esposizione ai raggi solari costituisce un fattore di rischio per l’insorgenza del melanoma”. Insomma, qualunque cosa si faccia è sempre meglio usare la ragione e ponderare bene i pro e i contro. Ne va della nostra salute.

“Radiazioni – Conoscere per controllarle” di Giuseppe Scielzo e Filippo Grillo Ruggieri, Erga edizioni, 2009, pp. 223, ISBN 9788881635733, €20,00.

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