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Le profezie di Mothman:
un mistero mai risolto

Nel libro del giornalista di New York John A. Keel
la vera storia che ha terrorizzato la cittadina di Point Pleasant
fino al crollo del Silver Bridge nel fiume Ohio con 46 vittime

di Rino Di Stefano

(RinoDiStefano.com, Lunedì 11 Dicembre 2017)

Copertina del libro "Il caso Mothman" di John A. Keel, traduzione italianaI primi a spezzarsi furono i cavi elettrici del ponte, che provocarono una cascata di scintille lungo tutti i 210 metri della struttura sospesa sul fiume Ohio. Subito dopo, con un boato che la gente del posto non dimenticherà mai più, si ruppero i tiranti che sostenevano la strada asfaltata. E fu la fine. Alle 17,04 del 15 dicembre 1967, corroso dall’usura e dall’eccessivo carico di veicoli che vi transitavano ogni giorno, il Silver Bridge (Ponte d’argento, dal colore che lo distingueva), costruito nel 1928, principale collegamento tra i territori del West Virginia e dell’Ohio, crollava nelle torbide acque sottostanti, trascinando nei flutti cinquanta veicoli pieni di persone. Molti stavano tornando a casa, nel piccolo centro di Point Pleasant, con i pacchetti dei regali di Natale. Morirono in 46, due dei quali non vennero più ritrovati.
Messa in questi termini, sembra soltanto la cronaca di una terribile disgrazia. Per inciso, una delle peggiori mai avvenute sul suolo americano. Ma questo è soltanto l’epilogo di una tragedia che, per quanto incredibile possa sembrare, sarebbe stata ampiamente annunciata da tutta una serie di avvenimenti misteriosi e inspiegabili che ebbero un elevatissimo numero di testimoni. Da oltre un anno, infatti, a Point Pleasant, cittadina di confine tra i due stati che aveva l’unica caratteristica di essere stata sede di una fabbrica di esplosivi (ormai in disuso)  durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale, stava succedendo qualcosa di veramente straordinario: centinaia di persone giuravano di aver visto un essere alato, dalla forma umana, alto circa tre metri, con grossi occhi rossi e il corpo scuro, svolazzare sopra le loro case e i loro giardini, spesso inseguendo anche le auto sulla strada. Questi “incontri” erano tanto frequenti che ad un certo punto un ignoto cronista chiamò l’improbabile  creatura “The Mothman”, l’Uomo Falena, traendo spunto da un personaggio dei fumetti di Batman. No, non stiamo parlando di una suggestione collettiva. Tanto più che l’intera vicenda è stata seguita fin dall’inizio da un giornalista di New York, John A. Keel, che successivamente ha raccontato l’intera storia nel suo libro “The Copertina del libro "The Mothman Prophecies" di John A. Keel, edizione originale in ingleseMothman Prophecies – A true Story” (Le profezie di Mothman – Una storia vera) pubblicato nella collana bestseller del New York Times. Questa singolare vicenda  divenne celebre nel mondo quando nel 2002 uscì il film “The Mothman Prophecies (Voci dall’Ombra)”, interpretato da Richard Gere e Laura Linney, diretto da Mark Pellington. In Italia il libro venne tradotto e pubblicato dalla Sonzogno nel settembre 2003 con il titolo “Il caso Mothman”. Adesso è fuori catalogo ed è considerato un volume da collezione. Quello che è singolare, e denota l’atteggiamento culturale dell’Italia verso questo genere di avvenimenti, è che nei titoli del film è scritto che “è stato tratto da un racconto di John A. Keel” e che “il romanzo omonimo è pubblicato in Italia da Sonzogno”.  Del resto, anche nella copertina del libro in italiano, sotto il titolo appare la dicitura “Un classico della letteratura del mistero” e soltanto nel retro si ammette che si tratta della “storia vera di un mistero non ancora risolto” Il fatto è che il volume di Keel non è affatto un romanzo, bensì un saggio di cronaca vissuta in prima persona, insieme agli abitanti di un’intera comunità. Tuttavia, nonostante questo dato di fatto, si cerca comunque di far passare come opera di fantasia quello che a tutti gli effetti era solo il resoconto di fatti realmente accaduti.
Del resto, che quanto è avvenuto a Point Pleasant sia una serie di episodi tanto straordinari quanto incredibili, lo rivela lo stesso Keel. Facciamo qualche esempio pratico. Sono le 23,30 del 15 novembre 1966 e due coppie di Point Pleasant, Roger e Linda Scarberry e Steve e Mary Mallette, stanno transitando a bordo di una Chevrolet del 1947 nell’area TNT, così chiamata perché sito della vecchia fabbrica di esplosivi. Alla guida si trovava Roger Scarberry quando, all’improvviso, la moglie Linda, seduta accanto a lui, emise un grido soffocato. Roger frenò di colpo e domandò che cosa fosse successo. “Che cos’è?”, gemette Mary Mallette, dal sedile posteriore, indicando qualcosa nell’oscurità. Di fronte a loro videro “due luminosi cerchi rossi del diametro di cinque centimetri a una dozzina di centimetri di distanza l’uno dall’altro”. Erano gli occhi di quello che definirono “una specie di grosso animale”. “Poteva essere alto due metri e Copertina DVD del film "The Mothman Prophecies" (2002)mezzo o tre metri – raccontò in seguito Roger – E dietro la schiena aveva due grosse ali”. Ciò che spaventò di più quelle quattro persone erano però gli occhi, che definirono “ipnotici”. A quel punto Roger diede gas e cercò di allontanarsi in tutta fretta da quella zona, diretto verso la Route 62. Ma videro la creatura, o un’altra uguale, in cima ad una collinetta nei pressi della strada. Lo strano essere spiego le ali da pipistrello e decollò, in direzione dell’auto. “Mio Dio, ci segue!”, gridarono all’unisono i Mallette, dal sedile posteriore. Roger accelerò portando la macchina a superare i 160 km orari, una velocità davvero sostenuta negli Stati Uniti dove il limite massimo consentito è di 90 km orari. Ma non riuscivano a seminare lo strano essere alato. “Non batteva nemmeno le ali”, ricorderà poi Roger. Secondo il racconto dei quattro, l’Uomo Falena seguì la macchina fino ai confini della città. “Sentii che emetteva un suono – avrebbe poi raccontato la signora Mallette – Squittiva, come un grosso topo”. Terrorizzati, i quattro si precipitarono a Palazzo di Giustizia, fecero irruzione nell’ufficio dello Sceriffo e raccontarono la loro incredibile storia al vicesceriffo Millard Halstead. Un’ispezione all’area TNT non portò a nulla: non c’era più traccia di alcuna strana presenza. L’indomani mattina lo sceriffo George Johnson tenne una conferenza stampa e i cronisti locali intervistarono i quattro testimoni. La signora Mary Hyre, reporter del Messenger di Athens, Ohio, trasmise la notizia all’Associated Press e quella sera in tutta la valle del fiume Ohio non si parlò d’altro che del famoso “Uccello”. Fu l’inizio di quella che sarebbe diventata la leggenda di Mothman. Prima di passare ad altre testimonianze, è Ricostruzione di un avvistamento del Mothmannecessario sapere il significato che alcuni autori danno all’apparizione di questo misterioso essere alato. Secondo A. B. Colvin, “Mothman sarebbe una creatura soprannaturale con l'incarico di aiutare l'umanità in momenti critici, e che la stessa creatura è nota come Thunderbird presso i nativi americani e come Garuda in Asia”. Di certo, però, la superstizione popolare avrebbe reso la presenza del Mothman come il preludio di qualcosa di terribile che stava per accadere. La seconda testimonianza certa è del giorno dopo, la sera del 16 Novembre 1966, e ha visto protagonisti un’altra coppia di coniugi, Raymond Wamsley e la moglie Marcella Bennett, che teneva in braccio la loro bambina Teena. Erano circa le 21 ed era buio. I Wamsley erano andati a trovare i loro amici Ralph Thomas, rappresentante locale della Trojan-US, e la moglie Virginia. Parcheggiarono in strada, ma in casa trovarono solo i tre figli della coppia, i genitori erano momentaneamente fuori. Così stavano tornando in auto quando, in lontananza, sentirono un colpo di fucile sparato da chissà chi. Improvvisamente una figura apparve dall’oscurità, dietro l’automobile. “Sembrava che fino a quel momento fosse rimasta inginocchiata – disse poi la signora Bennett al giornalista Keel – Si alzò lentamente da terra, una grossa cosa nera. Più alta di un uomo, con terribili occhi rossi luminescenti”. Marcella Bennett lanciò un urlo, lasciò cadere la bambina (che si mise a piangere, ma fortunatamente non si fece male) e restò così, paralizzata, con gli occhi sbarrati e fissi sulla gigantesca creatura. Fu la presenza di spirito di Raymond Wamsley a salvare la situazione. Afferrò moglie e figlia e  insieme entrarono nella casa, chiudendosi dietro la porta a chiave. Erano tutti spaventati a morte, compresi i bambini, quando il Mothman si avvicinò alla casa e per qualche secondo li spiò dai vetri delle finestre. Intanto Raymond Wamsley telefonava allo sceriffo, pregandolo di accorrere subito sul posto.Il Silver Bridge dopo il crollo del 1967 L’indomani la notizia era sui giornali.
Il 18 novembre 1966 altro avvistamento. Due pompieri di Point Pleasant, Paul Yoder e Benjamin Enochs, si trovavano nell’area TNT per lavoro, quando incontrarono il gigantesco uccello con grandi occhi rossi. “Era decisamente un uccello – fu la loro dichiarazione – Ma era enorme. Non avevamo mai visto niente del genere”.
Dunque, ormai tutti vedevano l’Uomo Falena, o almeno così sembrava. Quello che Keel sottolinea è che queste apparizioni collimavano con avvistamenti di grossi dischi volanti luminosi un po’ ovunque nella zona di Point Pleasant. John Keel fa notare che trascorse l’intero anno precedente la tragedia del ponte intervistando testimoni oculari e raccogliendo stranissime storie, anche da parte di presunti alieni che avrebbero pronosticato quanto sarebbe accaduto da lì a poco. Un’altra stranezza è che in quel periodo la cittadina del West Virginia venne letteralmente invasa da “men in black”, cioè uomini in completo scuro che davano l’impressione di essere agenti del governo, i quali La statua del Mothman a Point Pleasant nel West Virginiarivolsero un sacco di domande agli abitanti, mettendo spesso i telefoni sotto controllo. Di certo, quando le strutture del Silver Bridge cedettero e l’acqua del fiume si prese la vita di 46 persone innocenti, terminò tutto, anche qualunque apparizione del Mothman e degli UFO che lo accompagnavano. Ma anche diversi testimoni di questa misteriosissima storia lasciarono questa terra prematuramente. La reporter Mary Hyre, che aveva aiutato John Keel lungo tutto il periodo delle sue indagini, sarebbe morta ancora giovane nel 1970, a tre anni da quei fatti. E anche numerosi testimoni oculari delle apparizioni dell’Uomo Falena morirono entro sei mesi.
Chiudendo il libro, Keel si domanda se in tutto quello che è avvenuto a Point Pleasant non ci fosse anche qualcosa di demoniaco. “Quando visitai per la prima volta Point Pleasant negli anni Sessanta e parlai con decine di testimoni – scrive il giornalista – mi convinsi di essere sulle tracce di un uccello di proporzioni gigantesche. Non ho idea di che cosa avrei fatto se l’avessi catturato… o se lui avesse catturato me. Nelle mie disavventure successive ho avuto esperienza di numerose forze demoniache. Sono giunto alla conclusione che tutto il nostro pianeta è occupato da cose che vediamo solo per caso”. E termina l’edizione del libro nell’agosto del 2001 con le parole “…la verità è sempre la cosa più difficile da vendere”.
John A. Keel è morto il 3 luglio 2009 nella sua New York. Nel 2003 Point Pleasant ha ricordato la leggenda del Mothman con una statua metallica alta 6 metri dello scultore Bob Roach. E’ probabile che i turisti che ancora oggi si fanno fotografare davanti a quell’enorme creatura alata, spesso non conoscano tutti i dettagli di quella misteriosissima storia, ancora in attesa di una spiegazione razionale.

“Il Caso Mothman”, di John A. Keel, Sonzogno Bestseller, 2003, 289 pagine, ISBN 8845424480, €5,95.

“The Mothman Prophhecies – A True Story”, di John A. Keel, The New York Times Bestseller, 2002, 272 pagine, ISBN 9780765341976, US$6.99.

TRAILER ITALIANO DEL FILM

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