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Hayman Island:
il paradiso dei vip

di Rino Di Stefano

(1997)

La grandissima piscina West Wing di Hayman

 

Hayman Island (Australia)

Mentre in Europa il primo freddo autunnale annuncia i rigori dell'incombente inverno, la Grande Barriera Corallina australiana si prepara ad affrontare una nuova calda estate tropicale.

Nell'arcipelago delle Withsunday, settantaquattro isole immerse nello splendido azzurro dell'Oceano Pacifico, è già un'esplosione di colori. Il sole batte sulle spiagge dorate e incontaminate di isolotti disabitati dove, passando via mare, ogni tanto si nota la sagoma scura di qualche bagnante accanto ad una barca che beccheggia tra le onde nei pressi della riva. Decisamente non è da tutti godere di una simile vacanza, anche se gli australiani, soprattutto quelli del Nord Queensland, cercano di approfittare della vicinanza del continente per passare da queste parti quelle che per chiunque al mondo sarebbero ferie indimenticabili. Ferie comunque da trascorrere in barca, perché questa splendida coreografia naturale non permette, quasi per dispetto divino, la permanenza dell'uomo. Le isole del Withsunday infatti sono del tutto sprovviste di acqua dolce e, ovviamente, nessuno si sogna di portarci l'energia elettrica.

L'arrivo degli ospiti ad HaymanGuardare e non toccare, allora? Neanche per sogno. è proprio qui che Tony Blair, dopo la rilassante parentesi di San Gimignano, viene a rinfrancarsi corpo e spirito. E l'esempio del premier laburista inglese è seguito da altri ben noti personaggi quali, tanto per citarne alcuni, l'attore Kevin Costner, il chitarrista dei Rolling Stones Keith Richard, George Harrison dei mitici Beatles e i piloti di Formula Uno Emerson Fittipaldi e Riccardo Patrese. Per non parlare dei principi arabi che da queste parti sono di casa.

Il mistero è presto svelato: l'arcipelago delle Withsunday nasconde il più esclusivo paradiso dei Vip internazionali, l'isola di Hayman. Situata all'estremità nord del Withsunday Passage, a pochi passi dalla Grande Barriera Coralllina, Hayman ha una circonferenza di circa 8 chilometri e si trova a 33 chilometri dalla terraferma. All'interno di quegli 8 chilometri di spiagge da sogno c'è quanto di meglio e di lussuoso la ricettività alberghiera possa offrire. Secondo il mensile americano «Travel & Leisure» , una specie di Bibbia per gli operatori turistici, l'albergo a cinque stelle di Hayman è in assoluto il secondo al mondo dopo l'Oriental Hotel di Bankok. E non si fa fatica a crederlo se si pensa che il costo giornaliero a persona (pernottamento più prima colazione) varia da un minimo di 285 dollari australiani (291 mila lire) per la Palm Garden View (stanza con bagno e doccia) ad un massimo di quasi 3.000 dollari australiani (poco più di tre milioni di lire) per la penthouse French Provincial (attico con tre camere da letto).

Una veduta aerea del complesso alberghiero di HaymanA creare questo «island resort» completamente autosufficiente (l'acqua dolce viene ottenuta desalinizzando quella marina e l'energia elettrica è prodotta con una centrale autonoma) dove vivono e lavorano circa novecento persone tra dipendenti e loro familiari, è stata la compagnia aerea Ansett Australia Ltd. che dopo avere investito 300 milioni di dollari australiani (oltre 306 miliardi di lire), nel 1987 ha aperto Hayman alla clientela mondiale. Il risultato è un complesso di 214 stanze più 12 attici servito da 5 ristoranti, con una piscina che è 5 volte più grande di una olimpionica, e nella cui area è possibile esercitare ogni tipo di sport: da quelli marini al golf.

Il primo benvenuto il turista lo riceve al momento dell'arrivo nell'aeroporto dell'isola di Hamilton, Qui ci si imbarca sul «Sun Goddess» , un lussuoso cabinato da 18 metri che l'Ansett mette a disposizione per la traghettatura verso Hayman. Che l'accoglienza sia di prim'ordine lo dimostra la bella hostess che, appena vi vede, vi offre subito una coppa di champagne. Quello dello champagne è un rito ad Hayman in quanto ve lo offriranno ovunque andiate. Tra l'altro è prodotto in Australia su licenza della Moet Chandon e non fa rimpiangere più di tanto l'originale.

Una veduta della Grande Barriera Corallina nei pressi di HaymanLa traversata, che dura una ventina di minuti, è l'antipasto a quanto vi aspetta appena giunti a destinazione. Il mare all'interno della Grande Barriera Corallina, tifoni a parte, è quasi sempre calmo e dal ponte di coperta del grande motoscafo, con il vento che vi schiaffeggia il volto, potrete vedere quanto il buon Dio sia stato benevolo quando ha creato questo angolo di paradiso. E capirete anche perché gli australiani sono tanto orgogliosi del loro Paese.

Ad Hayman, sull'imbarcadero, l'assistant manager Mark Reed saluta personalmente tutti i nuovi ospiti prima di farli accomodare su una limousine. Se vi aspettate di trovare il solito grande albergo, ricredetevi. La struttura è totalmente immersa nella vegetazione e la prima impressione è quella di essere arrivati in una grande residenza privata dotata di ogni comfort. Tra palmizi e laghetti impressiona l'enorme piscina su cui si affacciano le camere dell'albergo. Tra gli ospiti distesi al sole, solo qualcuno accenna ad un'occhiata: qui ognuno si fa rigorosamente gli affari propri.

Bellissime anche le ampie stanze, arredate con diversi stili: greco, giapponese, italiano, inglese, marocchino mari del sud, contemporaneo, californiano, nord del Queensland, Deco e campagna francese. Insomma, ce n'è per tutti i gusti. Dalla terrazza si intravede anche la bassa marea che al mattino fa arretrare di oltre 600 metri il mare dalla spiaggia.

La spiaggia di Hayman vista dal ristorante dell'Island ResortPer quanto riguarda il tempo libero, i Vip hanno solo l'imbarazzo della scelta. Ad Hayman si possono svolgere attività come pesca d'altura, windsurf, vela, paracadute acquatico, sci d'acqua, immersioni subacquee, tennis e golf in un'area a 18 buche. E non è finita. Sempre per accontentare il denaroso cliente in cerca di emozioni esotiche, si può anche esplorare la barriera corallina su un catamarano, noleggiare uno yacht, un elicottero o un idrovolante. Quest'ultima è un'esperienza da non perdere. Ad Hayman, infatti, vi sono due piloti (John Baxter e Jon Davies) disponibili ad organizzare per voi un indimenticabile picnic a Whitehaven Bay, una meravigliosa lunghissina spiaggia di sabbia dorata su un'isola deserta ad una decina di chilometri da Hayman. Pensano a tutto loro: vi portano fino alla riva ammarando delicatamente tra le onde e, mentre con le scarpe in mano vi avviate verso quel paradiso bianco camminando in un'acqua che sarebbe impossibile immaginare più cristallina, vi preparano il banchetto impiattando sulla sabbia. Naturalmente si pasteggia a champagne.

Un'altra esperienza da non perdere è la gita in barca a vela per assistere al tramonto sul Mar dei Coralli. Ci si imbarca al pomeriggio, verso le 17, su uno splendido 12 metri il cui nome da solo è già tutto un programma: «Serenade» . Man mano che si prende il largo il sole comincia lentamente a scendere verso il punto più basso della parabola quotidiana. Da queste parti l'Oceano Pacifico rispetta la bontà del suo nome, per cui di solito il giro fra le isole delle Withsunday si svolge senza problemi su un mare che, se non è proprio piatto, al massimo può essere definito appena increspato. Se si è fortunati, capita anche di assistere allo spettacolo offerto da un gruppo di delfini che vi saltella attorno, quasi ad accompagnare il vostro viaggio.

L'idrovolante che porta a Whitehaven BeachL'apice del romanticismo si tocca quando il sole si avvicina sempre più all'orizzonte, pronto a tuffarsi in un'acqua che assume incredibili sfumature argentee e dorate in un sottofondo rosso fuoco. Sono pochi minuti, forse una decina. E mentre state lì , seduti a prua, appoggiati con la schiena all'albero maestro a godervi quel miracolo della natura, arriva lo skipper che vi offre, ma guarda un po', il solito flut di champagne. Se siete in buona compagnia, quel brindisi sul calar della sera, in pieno Oceano, è un avvenimento che non dimenticherete più .

Più tardi, se non siete distrutti del tutto e pensate alla cena, avete la possibilità di scegliere tra i ristoranti La Fontaine (sofisticata cucina francese curata dallo chef Frederick Naud) l'italiano La Trattoria, L'Oriental Food (menù giapponese, cinese, malese e tailandese), il Planters australiano e l'informale Coffee House. Per gli amanti dell'esotico, si può provare il grill austrialiano dove servono anche canguro e «crocodile in pesto sauce» , pietanza che vede filetti bianco-rosa di coccodrillo annegati in un intruglio verde che del buon pesto genovese ha soltanto una lontana parentela cromatica. Se invece si vuol unire l'utile al dilettevole, ovvero non si desidera rovinarsi lo stomaco in un posto così bello, allora è consigliabile infischiarsene dell'apparenza e svicolare verso i manicaretti che lo chef romano Fabrizio Cadei prepara con sapiente professionalità. I suoi tagliolini del Pacifico sono la fine del mondo.

Una veduta dalla Beach Pavillion ad HaymanCadei è uno dei sette italiani che vivono e lavorano ad Hayman. Un'altra conoscenza da farsi è quella di Gianni Breghini, «beverage & banquet manager» , cioè di colui che vi può consigliare al meglio su cosa mangiare e quale vino scegliere. Greghini, trentenne di Recanati, si è diplomato alla scuola alberghiera di Tolentino e proviene dal Growenor House di Londra. La cantina gestita da questo simpatico marchigiano conta oltre 4.000 bottiglie per 375 etichette delle quali il 75 per cento sono australiane e il 25 per cento francesi. La bottiglia più preziosa è uno Chateau d'Yquem del 1935 che può essere servita a tavola per la «modica» cifra di 7.800 dollari australiani (7 milioni e 971 mila lire). Tra l'altro, spiega Luc Thibault, francese di La Rochelle che ad Hayman è « director of food and beverage» , in Australia i francesi hannocapito prima di tutti gli altri le potenzialità del settore vinicolo locale e lo hanno praticamente monopolizzato. Gli italiani, di cui il Paese è pieno, sono rimasti a guardare.

Dopo cena, tanto per finire degnamente la giornata, si può fare un salto al night club Hernando o passeggiare mano nella mano lungo la spiaggia al chiar di luna.

Prima di lasciare Hayman non sarebbe male fare un giro nelle varie sale dell'albergo per dare un'occhiata alla multimiliardaria collezione d'opere d'arte che l'Ansett ha voluto per arredare il suo albergo. I quadri sono prevalentemente di artisti australiani tra i quali Grame Townsend, Margaret Woodward, Blake Twindton, John Cobum, Ray Crooke e Kenneth Jack. Le opere d'arte di cui si parla sono state prodotte direttamente ad Hayman, dove i pittori sono stati invitati verso la metà degli anni Ottanta, e rappresentano panorami, flora e fauna tipicamente austrialiani. Anche questo dimostra, se mai ce ne fosse bisogno, come gli abitanti di questo nuovo mondo si sentano ormai culturalmente slegati dalla vecchia Europa e quanto lontani, anche se discretamente, dai «cugini» americani. Lo stile australiano, questo è il messaggio affidato al turista che se ne torna a casa, fa storia a sé.

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(Fotografie da Hayman Island di David Heenan)

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