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Il tempio nella roccia cerca condono

(Il Giornale, Lunedi 3 Ottobre 1994)

Valchiusella (Ivrea)
Dal nostro inviato
Rino Di Stefano

Il coro degli acquariani nella sala della terraL'ingresso del «Tempio dell'Uomo» è occultato nel sottoscala di una vecchia casa rurale rimessa nuovo in località Vidracco, tra i boschi dei Monti Pelati. A farmi da cicerone nelle viscere della terra è Oberto Airaudi, 44 anni, studioso di esoterismo nonché fondatore e guida spirituale della «Nazione di Damanhur», una comunità socio-religiosa di circa seicento persone che negli ultimi tempi ha fatto parlare di sé per tutta una serie di polemiche che di volta in volta hanno coinvolto, sotto diverse angolazioni, la Procura e la Curia di Ivrea, nonché l'amministrazione comunale di Baldissero Canavese, il paesino dell'entroterra torinese la cui giurisdizione si estende all'area occupata da Damanhur.
Gli amministratori di Baldissero Canavese si lamentano di essere stati scavalcati. Infatti gli acquariani, o popolo dell'Acquario, come amano definirsi i cittadini di Damanhur riferendosi all'Era astrale che subentrerà all'attuale tra il 2170 e il 2300, hanno costruito un luogo di culto, appunto «Il Tempio dell'Uomo» , scavando la montagna per una profondità di trenta metri: in pratica hanno edificato un palazzo di dieci piani all'interno della roccia viva.
La montagna è di loro proprietà , ovviamente, ma al sindaco di Baldissero Canavese non è andato giù che Airaudi e i suoi seguaci non abbiano chiesto la regolare licenza edilizia. E brucia ancora di più avere saputo dell'esistenza del «Tempio dell'Uomo» solo quando Damanhur è salita alla ribalta della cronaca in seguito ad una tempestosa puntata del Maurizio Costanzo Show. Anche perché i lavori e la costruzione del tempio sono iniziati nel 1977 e stanno andando avanti ancora adesso.
Ma cosa rappresenta questo tempio e perché sta provocando tanto rumore? Airaudi, a modo suo, cerca di spiegarmelo.
Il fuoco sacro all'interno del tempioNello stretto cunicolo si possono ammirare dipinti e geroglifici di stile egiziano che portano ad una stanza affrescata allo stesso modo. «Tutto questo - dice Airaudi - non significa nulla. è solo un mezzo per soddisfare la curiosità di eventuali visitatori. La vera porta del tempio è qua» . E indica il muro del cunicolo perfettamente levigato e omogeneo. Quindi estrae di tasca un piccolo telecomando e il muro, quasi per magia, arretra di alcuni centimetri mentre un giunto idraulico a trazione elettrica apre una porta di cemento armato dello spessore di circa mezzo metro, pesante diversi quintali. Benvenuti nel «Tempio dell'Uomo» .
Quello che sto per visitare, spiega la mia guida, rappresenta il viaggio evolutivo dell'essere umano: dalla nascita alla morte e ancora alla vita. Gli acquariani, infatti, credono alla reincarnazione. Anzi, ritengono pure di poterla programmare nei nascituri. «Il Tempio - afferma Airaudi - è un libro tridimensionale che può essere letto da chi possiede le conoscenze adatte» .
Questo "libro", che si articola su cinque piani collegati da 200 metri di corridoi, è lieto di mostrarmelo. Ma si guarda bene dallo spiegare a che cosa servano le meraviglie artistiche ed architettoniche che vi sono contenute. «Quello che stiamo percorrendo - insiste - è un percorso verso il cuore della montagna e il cuore dell'Uomo, dove l'arte e la bellezza divengono mezzo di unione con il Divino» . E non c'è verso di fargli dire di più .
L'esperienza, comunque, è stupefacente. Girovagando per i cunicoli, vincendo una certa Una delle splendide vetrate del tempiotendenza alla claustrofobia, la prima tappa è la sala dell'acqua. La stanza, circolare, ha un diametro di sei metri ed è sormontata da una cupola in vetro a mosaico, interamente illuminata, formata da circa semila pezzi. Il numero sei, simbolo di bellezza e perfezione, è ricorrente a Damanhur. Nei muri, riccamente affrescati, spiccano serpenti-dragoni, realizzati in foglie d'oro zecchino, con le fauci spalancate. In una nicchia scavata a nudo nella roccia c'è una sfera luminosa poggiata su un piedistallo quadrato. il pavimento è di marmo e onice a mosaico e intarsio e ritrae delfini in movimento. Questa sala, mi viene detto, rappresenta l'elemento femminile cui l'acqua è legata.
A oltre trenta metri sotto terra troviamo invece la sala della terra dedicata al principio maschile e «alla ricomposizione delle memorie delle incarnazioni passate» . Inutile chiedere maggiori dettagli, per così dire, esoterici. Airaudi, sorride e non dice nulla. Così come non spiega come sia stato possibile realizzare queste enormi gabbie di cemento armato ancorate alla roccia senza un progetto e servendosi soltanto di pala e piccone. «Qui - sostiene - non abbiamo ingegneri» .
La sala, sempre circolare, è imponente. Anche in questo caso una bellissima cupola di vetri colorati è sorretta da otto colonne di cemento armato ricoperte di ceramica bianco-oro. Sono alte sette metri e la decorazione del soffitto rappresenta «un canto al risveglio del'Uomo e della memoria riprodotto 66 volte in senso elicoidale» . Nel pavimento quattro tori in corsa stanno a significare la forza maschile legata all'elemento terra.
A bocca aperta lascia anche la terza grande sala del tempio, quella degli specchi. A base quadrata con una dimensione di dieci metri per dieci, la stanza è sormontata da una cupola che si trova a dodici metri dal pavimento. Al centro della cupola, che è formata da 60mila pezzi di vetro colorato, troneggia un imponente falco egizio. Le pareti sono completamente ricoperte di specchi e a otto metri d'altezza corre una balconata pedonabile che gira per tutto il perimetro della sala. Questo locale «è dedicato alle forze del cielo, dell'aria e della luce e ai ritmi che regolano la vita dell'uomo e dell'universo» .
Il logo della Nazione di Damanhur«Anche Vittorio Sgarbi, che è stato ospite qui a Damanhur, è rimasto affascinato dal nostro tempio» , commenta Airaudi con una punta d'orgoglio.
Le sorprese, comunque, non sono finite. Con un'altro scatto del telecomando Airaudi apre un passaggio segreto cui si accede attraverso un piccolo ponte levatoio a movimento idraulico, pesante diciotto quintali, che conduce ad alri locali. Ed ecco quindi il laboratorio di alchimia, la sala dei metalli con il soffitto ricoperto di foglie d'oro zecchino e, infine, un vero e proprio appartamento di tre locali, completo di una modernissima cucina, servizi e sala riunioni, dove sei persone potrebbero abitare per chissà quanto tempo. Anche perché mi specificano, all'interno del tempio l'aria viene continuamente filtrata e cambiata. A questo punto non ci sono più dubbi: quello che ho appena visitato è un perfetto bunker antiatomico. Si vede che gli acquariani hanno il sospetto che prima o poi una bomba potrebbe colpire l'Italia. Loro, nella malaugurata ipotesi, saprebbero comunque dove rifugiarsi.

I PROBLEMI CON LA CURIA E LA PROCURA DI IVREA

L'impatto con l'esterno ha il volto di una bella ragazza bionda che si fa chiamare Esperide e di Una veduta di Damanhurun altro adepto indeciso tra l'assumere il nome di Corvo o mantenere quello di Cedro. E sì , perché a Damanhur ognuno lascia la propria identità anagrafica per prendere in prestito quella di un animale o di una pianta. Airaudi, ad esempio, si fa chiamare Falco. E sono quasi tutti giovani perché a Damanhur l'età media è di 32 anni. Esperide, 31 anni, milanese, viene da New York dove lavorava per le Nazioni Unite. Cedro, 39 anni, nativo di Alba, è il responsabile della Horus, la casa editrice di Damanhur.
Esperide e Cedro spiegano che i problemi della loro comunità (detestano essere chiamati una setta) sono iniziati quando uno di loro se n'è andato minacciando di rendere pubblici i segreti di Damanhur. In cambio del suo silenzio l'uomo voleva 700 milioni, un prezzo esagerato anche per quel tipo di segreti. Allora la comunità ha aperto i propri cancelli al mondo profano. E sono cominciati i guai.
«Noi non abbiamo come base la famiglia - sostiene Cedro -. Per cui il vescovo di Ivrea, monsignor Luigi Bettazzi, ci fa la guerra minacciando di scomunicarci. Da noi l'individuo è libero di scegliere l'esperienza di coppia o quella monacale, ma sempre nell'ambito della vita in comunità . Infatti siamo completamente autonomi. Abbiamo una quarantina di imprese che si dedicano a diverse attività : dalla gastronomia alla moda. Ed esportiamo i nostri prodotti in tutto il mondo. Ma forse è proprio questo successo imprenditoriale a dare fastidio a molti».
Il mercatino sotto i portici di DamanhurCertamente quello che dà fastidio al vescovo Bettazzi è che a Damanhur si celebrino «matrimoni» che ogni tre anni vengono posti a pubblica verifica. Se la coppia non funziona, si cambia partner. I bambini, poi, vengono cresciuti nell'ottica della comunità. A questo proposito a Damanhur ci sono asili nido, scuola materna, elementare e media. Oltre a una libera università con corsi aperti ai profani.
«Per quanto riguarda la Procura di Ivrea - interviene Esperide - il problema è nato quando è stato presentato un esposto contro Damanhur per circovenzione di incapace. Eppure basta stare un po' con noi per rendersi conto di quanto quest'accusa sia completamente infondata. Qui ognuno vive liberamente la vita che si è scelto da solo» .
In effetti il regolamento di Damanhur prevede che «i guadagni dei membri del gruppo, tolte le spese personali, vengano messi in comune» . Ed è su questo che Bruno Tinti, Procuratore di Ivrea, sta indagando. Anche perché non ci vuole molto a capire che la Comunità di Damanhur ha un fatturato annuo di diversi miliardi di lire. Così come un bel pacchetto di miliardi deve essere costata quella meraviglia tecnologico-artistica che loro chiamano «Il Tempio dell'Uomo» . Il fatto poi che la comunità si sia data una propria moneta che si chiama «credito» (al cambio vale 1200 lire), e che con questa moneta vengano pagati anche gli stipendi, può far nascere qualche sospetto sul controllo economico della comunità stessa. Anche se il governo interno, ribatte Esperide, è assolutamente elettivo: c'è un senato dei Cittadini, un consiglio di Giustizia e un re, o reggente, con mandato annuale. Insomma, ogni membro della comunità sarebbe in grado di controllare entrate e uscite.
A questo punto la maggiore preoccupazione degli acquariani è il futuro del loro tempio. Il condono edilizio varato dal governo risolverebbe la situazione, ma è applicabile al tempio? Qualcuno sussurra che gli amministratori di Baldissero Canavese vogliano usare l'arma dell'esproprio per far diventare il tempio una specie di museo-attrazione turistica. Ma è improbabile che gli abitanti di Damanhur si pieghino ad una simile decisione della Soprintenza alle Belle Arti della Regione Piemonte che ha dichiarato il tempio «un'opera collettiva» chiedendo al ministero di salvaguardarlo. Chissà se basterà.

(Nel 1996, due anni dopo la pubblicazione di quest'articolo, il Parlamento ha completamente condonato la costruzione del Tempio dell'Uomo chiudendo in via definitiva il contenzioso tra lo Stato italiano e la comunità di Damanhur)

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