SOLUZIONE VIRALE

(1ª Edizione 2000 - 2ª Edizione 2014)

di Rino Di Stefano

Language / Lingua: English - Italiano

Copertina della 2a edizione di Soluzione Virale

Fort LauderdaleAlla fine degli anni Settanta in Florida una potente organizzazione religiosa legata all'estrema destra americana cerca clandestinamente tossicodipendenti ed omosessuali per un misterioso esperimento scientifico. Quando un giovane archivista e un professore ne vengono casualmente a conoscenza, le loro vite vengono sconvolte da un'impressionante serie di omicidi. A nulla valgono le rivelazioni di una splendida creola che, per amore, cerca fino all'ultimo di smascherare i killer. Neanche una drammatica fuga da una città all'altra per sottrarsi all'invisibile nemico risparmierà le loro esistenze in un continuo susseguirsi di colpi di scena. E intanto un terribile morbo che gli scienziati chiamano Aids comincia a diffondersi negli Stati Uniti e nel mondo facendo migliaia di vittime. Fino a quando un uomo non decide che è venuto il momento della vendetta...

Da come si può intuire, questo libro nasce con l'idea di raccontare una versione romanzata dell'evoluzione dell'Aids negli Stati Uniti, dove il morbo si è sviluppato per la prima volta. Al tempo in cui io ero studente di college in Florida (dal '73 al '77) nessuno conosceva questa terribile malattia. In quegli anni nei campus americani la polemica principale riguardava lo spinello e le droghe leggere: fumare o non fumare? Mai più si poteva immaginare quale tremenda piaga stesse per abbattersi sulla società americana e sul mondo, a partire proprio dai giovani. Infatti, secondo i dati internazionali raccolti dalla Commissione Nazionale per la Lotta contro l'Aids (Ministero della Sanità) tutto cominciò nel giugno del 1981 quando cinque giovani americani risultarono contemporaneamente colpiti «da una nuova malattia, una malattia acquisita o per esposizione a un agente infettivo sconosciuto o come conseguenza di un comportamento o stile di vita» . Insomma, quei ragazzi erano tutti maschi e omosessuali. In seguito si dirà , anche per non addossare agli Stati UnitiChicago l'intera paternità del contagio, che milioni di persone erano già state contagiate nel mondo dal nuovo virus. Ma non era così . Il virus venne isolato solo nel maggio del 1983 dai ricercatori dell'Istituto Pasteur di Parigi (Barré-Sinoussi-Montagnier) che lo chiamarono LAV (Lympho-adenopathy Associated Virus). L'anno dopo invece l'americano Robert Gallo del National Cancer Institute di Bethesda isolò l'HTLV III (Human T Cell Lymphotropic Virus Type III). Successivamente la comunità scientifica accertò che il LAV francese e l'HTLV III americano erano varianti di un medesimo virus che il Comitato Internazionale per la Tassonomia dei Virus ha ufficialmente definito HIV (Human Immunodeficiency Virus).Il vero problema è che fino ad oggi nessuno è riuscito a scoprire da dove è saltato fuori questo virus killer e come mai è diventato tremendamente attivo soltanto in questi ultimi vent'anni. Se non vogliamo spiegare tutto con la fede (secondo il compianto cardinal Siri «l'Aids è un castigo di Dio»), non resta che indagare con i mezzi forniti dalla ragione. Un contributo a capire l'evoluzione del virus negli Stati Uniti ci viene da Vittorio Zucconi, corrispondente di «Repubblica» dagli Stati Uniti, che lunedì 5 febbraio 1996 ha pubblicato sul suo giornale un interessante articolo titolato «Aids, tutto cominciò così» , seguito dal catenaccio (e cioè dal sottotitolo) «Vent'anni fa la tragedia del Paziente Zero» . Da quel bravo giornalista che è, Zucconi racconta come negli Stati Uniti gli scienziati siano riusciti a risalire a un individuo, tale Gaetan Dumas, un assistente di volo di 26 anni nativo di Quebec, in Canada, che nel 1981 aveva al suo attivo qualcosa come tremila rapporti sessuali con uomini di ogni tipo. Fu proprio lui il primo paziente colpito da Aids, fu il primo a morire per il Sarcoma di Kaposi e fu sempre lui il primo veicolo di infezione negli Stati Uniti. Prendendo Atlantaquesti avvenimenti come base narrativa, vi si poteva costruire sopra un romanzo che tenesse fedelmente conto di quella che è stata la realtà di questa epidemia negli Stati Uniti durante gli Anni Ottanta. Ed è quello che ho fatto. Gli accesissimi contrasti politici che portano gli americani a odiarsi su questi temi, sono una verità fin troppo tristemente provata e assolutamente impensabile per noi italiani e europei. Vi propongo due esempi concreti tratti dalle cronache dei giornali americani. Il primo è quello del medico abortista Barnet A. Slepian che è stato assassinato a colpi di pistola nella cucina di casa sua mentre un mattino faceva colazione con moglie e figli. Il secondo riguarda lo studente gay Mattew Shepard, massacrato letteralmente a botte da un gruppo di coetanei a Laramy, nel Wyoming, e poi appeso ad uno steccato come monito per quelli come lui. Il mio romanzo cerca dunque di ricostruire l'ipotetica attività di una setta estremista che vuole fare piazza pulita di gay e drogati inoculando un virus letale a individui opportunamente selezionati. Di più non vi dico. Spero che la lettura sia al livello delle vostre aspettative.

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Dal luglio 2008, la versione inglese del libro, "The Viral Solution", è disponibile su Amazon e altri negozi online.

I PREMI LETTERARI

Il 13 Marzo 2009 il romanzo “Soluzione Virale” è stato premiato per aver conseguito il settimo posto ex aequo nella seconda edizione del Premio Nazionale di Poesia e Narrativa AlberoAndronico. La cerimonia si è svolta presso la Sala Protomoteca del Campidoglio, a Roma.
Sempre nel 2009, negli Stati Uniti, la versione inglese “The Viral Solution”, pubblicata nel 2008 da BookSurge, casa editrice di Amazon, è stata premiata al 17th Writer’s Digest International Self–Published Book Awards con una Honorable Mention.
Il concorso, che la prestigiosa rivista letteraria americana (viene pubblicata fin dal 1920 a Cincinnati, Ohio) organizza ormai da 18 anni, è suddiviso in dieci categorie e vi possono partecipare libri in inglese, pubblicati ovunque nel mondo nel corso dell’anno precedente al bando di concorso. Per ogni categoria c’è un primo classificato e cinque Honorable Mentions a pari merito.
“The Viral Solution” ha partecipato per la categoria Fiction (Narrativa) e ha conseguito, appunto, una Honorable Mention.

Dettagli del libro (Edizione cartacea):

Copertina flessibile: 230 pagine
Editore: CreateSpace Independent Publishing Platform
Data di pubblicazione: 22 Agosto 2014
Lingua: Italiano
Edizione:
ISBN-10: 150083470X
ISBN-13:
9781500834708
Prezzo: €10.90

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LibreriaUniversitaria.it
Mondadori Store

Dettagli del libro (Edizione digitale):

Formato: Kindle
Dimensione file:
647 KB
Editore:
Rino Di Stefano
Data di pubblicazione:
7 Marzo 2014
Lingua:
Italiano
ISBN-10: 8890965010
ISBN-13: 9788890965012
Prezzo: €2.99

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Recensioni:


Rassegna Stampa

Data: Martedì 16 Gennaio 2001

NEWS/ROMANZIERE GENOVESE
STRIZZA L'OCCHIO A CHANDLER

(ANSA) - Genova, 16 Gen - La storia comincia in un college della Florida e finisce nel cimitero di Chicago: tra la prima e l'ultima pagina si fa una abbuffata di vita violenta ‘made in Usa’, si corre col fiato sospeso da un grattacielo di Atlanta ad un alberghetto in Virginia, circondati da personaggi disperatamente coinvolti in una catena senza lieto fine, in una trama sempre emozionante e mai banale. Il romanzo di Rino Di Stefano 'Soluzione Virale' (De Ferrari Editore) è un animatissimo giallo dove i cadaveri abbondano e i cattivi sono troppo forti e troppo organizzati per lasciar vincere (e vivere) i buoni. In uno scenario americano ricco di riferimenti cronistici e di dettagli colorati (la caccia agli alligatori o la cena con stufato di serpente a sonagli) si viene subito coinvolti in una vicenda dal vivace stile narrativo: la chiave di tutto sta in un orribile 'progetto scientifico' a danno di omosessuali e tossicodipendenti di cui casualmente vengono a conoscenza un archivista e un professore, obbligati a lottare contro un nemico invisibile e spietato. Aspiranti eroi, poliziotti corrotti, donne dall'amore facile: muoiono tutti e alla fine muore anche la speranza di scoprire i colpevoli. Rino Di Stefano, giornalista genovese, si è ispirato per questo romanzo ai racconti di un amico americano: e si è divertito a strizzare l'occhio a Raymond Chandler.

© ANSA

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