Dal nostro lettore speciale
(Il Giornale, Domenica 9 Marzo 2008)
Parlando
delle popolazioni Liguri, Marco Porcio Catone detto il Censore, nelle sue ‘Origines'
(sulle città italiche) scriveva: "Ma essi stessi, avendone perduta
la memoria, sono ignoranti e menzogneri riguardo alla propria origine e non
ricordano più la verità". Catone, vissuto dal 234 al 149
a.C., nel pieno delle Guerre Puniche, era famoso ai suoi tempi per la celebre
frase "delenda Chartago" con la quale amava concludere molti dei
suoi discorsi. A parte però la spiccata antipatia per i cartaginesi e
per tutto quello che essi rappresentavano, Catone era anche un apprezzato storico
e così un bel giorno decise di scrivere un libro, appunto "Origines",
nel quale raccontava come si formarono le popolazioni che allora vivevano nella
penisola italiana. Ebbene già allora i Liguri ignoravano chi fossero
e da dove venivano, tanto che Catone non esitò un solo attimo a definirli
"menzogneri", anche se soltanto per la loro ignoranza. A cercare
di recuperare il ricordo e l'orgoglio delle proprie origini, è
da poco uscito un libro, "Ancora su i Liguri – Un antico popolo
tra Alpi e Mediterraneo" pubblicato dalla De Ferrari Editore per conto
del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Curato da Raffaele
C. De Marinis e Giuseppina Spadea, con una dotta prefazione di Liliana Pittarello,
direttore regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Liguria, il volume
è il naturale completamento della mostra che si è svolta alla
fine di gennaio a Palazzo Ducale. Ed è proprio in questo bel libro da
collezione, riccamente illustrato e ampiamente documentato, di grande formato
e carta patinata, che gli autori hanno cercato di restituire la loro identità
all'antica popolazione dei Liguri.
Oltre alla citazione di Catone, nel libro ne troviamo altre non meno curiose.
Pochi sanno infatti che i Liguri erano una popolazione che veniva dai paesi
del Medio Oriente (appartenevano alla razza atlanto-mediterranea) e che furono
proprio loro a occupare e dare il nome ad una regione molto distante dalla loro,
quale l'attuale Sicilia. Ed ecco che cosa scriveva a questo proposito
Filisto da Siracusa, storiografo greco del IV solo a.C., nel suo "Storia
della Sicilia" (Sikelikà): "…il momento della traversata
fu nell'ottantesimo anno prima della guerra di Troia e la gente che fu
trasportata fuori dall'Italia non era né degli Ausoni e né
degli Elimi, ma dei Liguri, e li conduceva Siculo: costui era figlio di Italo
e gli uomini furono chiamati Siculi sotto il suo regno; i Liguri erano stati
cacciati dalla loro terra da Umbri e Pelasgi".
I nomi di alcune città presenti nelle due regioni confermano l'antica
parentela: Levanto-Levanzo, Erice-Lerici, Segesta-Sestri Levante (l'antico
nome della cittadina rivierasca era Segesta dei Tigulii).
Ma questo libro fa cadere anche altri miti errati: quello dell'origine
celtica dei Liguri e quello che i Liguri fossero fin dall'antichità
un popolo di navigatori. Sentite come recita un'altra citazione romana
della stessa epoca delle precedenti: "Se qualcuno da qui, dalle isole
Estrimniche, ha il coraggio di spingere la prora tra le onde dove il cielo si
congela a causa dell'asse della figlia di Licaone, giunge nel terreno
dei Liguri, vuoto di abitanti. Infatti, per mano dei Celti e per le guerre a
lungo frequenti, i campi si sono svuotati e i Liguri scacciati – come
spesso la sorte stabilisce per alcuni – arrivarono in queste sedi che
(ora) occupano per lo più tra fitte boscaglie; in questi luoghi i sassi
frequenti e le aspre rupi e le vette dei monti sono piantate in direzione del
cielo. E questo popolo in fuga trascorse la sua vita per certo a lungo con prudenza,
fra le gole lontane dai flutti; infatti avevano paura del mare a causa dell'antico
pericolo, ma in seguito la calma e la quiete, quando la sicurezza rinforza l'audacia,
li convinse a partire dalle sedi d'altura e discendere ormai nei siti
costieri".
Ma sono passati millenni da quell'epoca e strada facendo i Liguri sono
diventati quel grande popolo che non solo ha conquistato il mare, ma ha dato
all'umanità colui che ha cambiato per sempre il mondo antico, Cristoforo
Colombo.
Il libro non ha la pretesa di spingersi tanto in là nel tempo, ma avvalendosi
del contributo di valenti studiosi italiani e stranieri ricostruisce l'antica
storia dei liguri concludendo la quarta parte con "Il Ligurismo tra storia
e mito". Per chi è appassionato di storia locale, difficilmente
si potrebbe trovare qualcosa di più completo.
"Ancora su i Liguri – Un antico popolo europeo tra Alpi e Mediterraneo" a cura di Raffaele C. De Marinis e Giuseppina Spadea, De Ferrari Editore, 296 pagine, Euro 34.
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